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mercoledì 28 maggio 2014

Due titoli, un solo libro: ma perché? #81

Stamattina, prima di uscire di casa per venire a lavoro, mi sono messa a spulciare nella mia libreria alla ricerca di un titolo per la puntata di oggi. Volevo qualcosa di un po' diverso dal solito, almeno per quanto riguarda le case editrici, che parlare sempre delle stesse mi sembra un po' come sparare sulla croce rossa. 
E' stata però molto dura trovare un libro che facesse al caso mio, al punto che mi viene da chiedermi se per caso questa mia fissa dei titoli non mi stia portando a diventare (ancor) più selettiva nelle scelte dei romanzi da leggere e acquistare.

In ogni caso alla fine un romanzo per la puntata di oggi l'ho trovato. Con un po' di stupore, tra l'altro, perché ero davvero convinta che il titolo italiano fosse la traduzione dell'originale. Sto parlando di QUELLA SERA DORATA di Peter Cameron:


Ho letto questo libro, pubblicato dalla casa editrice Adelphi con la traduzione di Alberto Rossati, la scorsa estate. Conoscevo questo autore grazie al suo Un giorno questo dolore ti sarà utile e volevo leggere qualcos'altro di suo. La scelta era ricaduta su Quella sera dorata, per il titolo molto bello e per la trama, che mi ispirava parecchio. Il romanzo racconta infatti di un uomo,Omar Rezaghi, che decide di scrivere la biografia di Jules Gund, acclamato autore di un solo libro, un capolavoro. Per farlo, Omar si reca in Paraguay, nella villa di famiglia, per incontrare la moglie, il fratello e l'amante dell'uomo, tutti però molto restii a parlare con il biografo e a rivelargli i loro segreti.

Non so spiegarmi come mai non avessi notato allora che il titolo originale era ben diverso, ovvero THE CITY OF YOUR FINAL DESTINATION:


Letteralmente si potrebbe tradurre come "La città della tua destinazione finale". Entrambi i titoli hanno comunque un senso con il contenuto del libro e devo ammettere che, per quanto io sia sempre e comunque a favore dei titolo originali e delle loro traduzioni letterali, trovo che la scelta italiana, Quella sera dorata,sia molto più evocativa e che sia adatti perfettamente al romanzo e al suo stile. Certo, non è l'originale, quello voluto dall'autore (ok, forse scelto insieme all'editore, ma comunque accettato dall'autore), ma lascia comunque intendere che ci sia stato dietro un certo ragionamento e non sia un titolo messo puramente a caso.

Che ne pensate?

6 commenti:

  1. Mmmh. Non capita spesso che un titolo dato un po' a caso sia poi effettivamente bello xD
    Non so. Volendo si sarebbe potuto accorciare in L'ultima città o L'ultima destinazione, ma non è che ricorda un po' Final destination? ò_ò
    Tra l'altro Cameron lo debbo ancora leggere, sono millenni che rimando. Diamine.

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    1. Paradossalmente mi piace di più il titolo italiano dell'originale... non succede quasi mai! :D

      Se lo avessero accorciato sarebbe successo quello che dici tu, secondo me. Io stessa ho pensato subito a "Final Destination" leggendo il titolo inglese :/

      Sì, devi leggerlo! (soprattutto "Un giorno questo dolore ti sarà utile", che se invecchi troppo poi non lo apprezzi più :P)

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  2. Stranamente anche a me in questo caso piace più il titolo iraliano anche se non ho letto il libro e non so dire quale sia piùattinente alla storia! ;)

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    1. Ti dirò, secondo me ci vanno bene entrambi! Tant'è che non mi ero nemmeno resa conto che quello italiano non fosse la traduzione dell'originale!
      Leggilo se ti capita comunque, è molto bello :)

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  3. Ho letto questo libro (divorandolo, poi) proprio perché attratta dal titolo in italiano, che secondo me è qualcosa di meraviglioso.
    Tant'è che che sono rimasta delusa quando poi ho scoperto il titolo vero. Che sì, c'entra perfettamente con la storia, ma non ha la stessa....luce, ecco. "Quella sera dorata" è un titolo che riempie proprio gli occhi e la bocca.
    E adesso mi è tornata voglia di rileggerlo.

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