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martedì 14 gennaio 2014

L'ANALFABETA CHE SAPEVA CONTARE - Jonas Jonasson

La prima cosa che dovete tenere a mente quando vi avvicinate a un libro di Jonas Jonasson (e vale sia per questo suo nuovo romanzo, sia per il precedente Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve) è che state per leggere una storia assurda. Una di quelle storie che per essere apprezzate richiede una sospensione dell'incredulità talmente tanto alta che, mi rendo conto, non a tutti potrebbe risultare possibile attuare. Quindi, se non accettate le esagerazioni, le storie strampalate, i personaggi bislacchi e la vita che fa, letteralmente, quello che vuole lei, a meno che non abbiate voglia di allargare un po' i vostri orizzonti, i libri di questo autore non li dovreste leggere. Perché arrivereste alla fine (sempre se ci arriviate), delusi, un po' infastiditi. Non apprezzereste insomma tutto il genio che c'è dietro questo autore. Non è una critica, assolutamente. E' proprio solo un dato di fatto.
Perché invece, se siete amanti delle storie bizzarre, se credete che tutto possa succedere o che sarebbe bello che succedesse, e che se tutti fossimo un po' più strampalati e meno pieni di noi il mondo sarebbe migliore, questo libro è un piccolo capolavoro. Di quelli che si leggono in un soffio, ridendo tanto, ma anche pensando un po'.

L'analfabeta che sapeva contare ha come protagonista Nombeko, una bambina che vive in Sudafrica e lavora in una latrina. Quando la conosciamo per la prima volta, siamo tra gli anni '50 e gli anni '60, Nombeko non sa leggere, non sa scrivere, ma ha una curiosità per la vita e per il mondo, unita a un'intelligenza sicuramente superiore alla media, che rimedia in fretta a queste sue lacune. E grazie a questa sua curiosità, a questo sua intelligenza, a questa sua schiettezza, si ritroverà coinvolta nelle avventure più incredibili. Dal Sud Africa, dove passa diversi anni come inserviente in un'area militare di massima sicurezza dove si stanno progettando bombe atomiche, arriva poi in Svezia, dove conosce due fratelli gemelli strampalati, a cui il padre, fervente oppositore della monarchia, ha dato lo stesso nome perché non si aspettava due bambini ma uno solo ed è stato colto alla sprovvista, un ex militare americano convinto di essere perseguitato dalla CIA e una ragazza un po' più giovane di lei, arrabbiata con il mondo. Oh sì, ho dimenticato di dirvi che deve portarsi dietro un bagaglio molto, molto pericoloso. L'unico modo che ha per disfarsene è quello di riuscire a parlare con il re e il Primo Ministro, che però quando telefona non vogliono risponderle. 

Fare un riassunto della trama di questo romanzo è praticamente impossibile. Anche il dettaglio più generico che possa darvi, vi rovinerebbe la lettura, che è fatta proprio così, di episodi buffi, strampalati, a volte all'apparenza quasi inutili, ma che messi tutti insieme creano una storia incredibile (nel senso di bella ma anche, come si diceva prima, di difficile da credere).
La forza sta soprattutto nei personaggi. Dalla piccola e poi grande Nombeko, ai gemelli Holger Uno e Due, completamente opposti tra loro (il primo combina casini, il secondo cerca di risolverli), da Celestine, la ragazza anticonformista, arrabbiata con tutti, alla sua nonna imprenditrice di patate. Per non parlare degli agenti segreti, del Presidente cinese, del primo ministro svedese e soprattutto del re in persona.
Insomma, ce n'è davvero per tutti.
La cosa bella è che attraverso queste figure bislacche e questo suo brillante umorismo, Jonas Jonasson ci insegna davvero qualcosa. Tante cose, anzi. Ci vuole insegnare che anche se si è una minoranza vittima di discriminazione, se ci si crede le cose possono cambiare (in modo più o meno voluto, più o meno inaspettato, ma comunque in meglio). Ci insegna che anche nel mezzo del problema più difficile e all'apparenza irrisolvibile (e scoprirete anche voi che quello di Nombeko lo è sicuramente) una soluzione in qualche modo la si trova sempre. Ci insegna che arrabbiarsi contro tutto e tutti senza mai proporre nulla non serve a niente e che i re e le regine, per quanto all'apparenza siano persone serie e altezzose, sanno anche spennare una gallina.

Io a leggerlo mi sono divertita un sacco. Molto più di quanto non mi fossi divertita con il primo romanzo che, sebbene consigli, mi aveva lasciato qualche titubanza. L'autore in questa sua seconda opera dimostra di aver perfezionato il suo stile, forse preso più coraggio e dimestichezza con la penna.
Ho amato tutte le vicende assurde e esagerate che capitano in queste pagine. Così come ho amato tutti i suoi personaggi.
Insomma, lo consiglio caldamente!


Titolo: L'analfabeta che sapeva contare
Autore: Jonas Jonasson
Traduttore: Margherita Podestà Heier
Pagine: 482
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: Bompiani
ISBN: 978-8845271441
Prezzo di copertina: 19,00€
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