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lunedì 6 maggio 2013

MILLE CRETINI - Quim Monzó

Un paparino profondamente materno che prende in contropiede l'incipiente vecchiaia - nonché il figlio - a suon di collant, gonna, rossetto e tacchi a spillo. Un principe azzurro che tenta inutilmente di risvegliare la principessa dal suo sonno profondo con mille prodezze erotiche, e finisce per addormentarsi lui, per sempre. Uno scrittore esordiente pronto a rinnegare il suo idolo - che ha contribuito in modo sostanziale al suo decollo - non appena ne ha preso il posto nel firmamento letterario. Un uomo che decide di sposare l'ex fidanzata perché scopre che è malata terminale, e quando lei guarisce grazie all'amore, non sa proprio che pensare, che pesci pigliare... Che si tratti di vecchi rincretiniti, vitelloni incalliti o Madonne ribelli al destino di future madri di Gesù Cristo, Quim Monzó entra nelle vite dei suoi personaggi con occhio acuto, parole al vetriolo, balsami di tenerezza.


Che di cretini sia pieno il mondo non è poi una grossa novità. Tutti, almeno una volta nella vita (ma io credo anche molto più spesso) siamo rientrati in questa categoria. Cambiano le motivazioni, cambiano i modi, ma un po' di cretineria secondo me è insita in ogni essere umano, e non bisogna assolutamente vergognarsene. Si può essere cretini per amore, ma anche per dolore e sofferenza. Si può essere cretini per difendersi dal mondo ma anche per pura e semplice cattiveria.

In questo libricino, Quim Monzó analizza diversi tipi di cretini, attraverso dei racconti in cui descrive persone afflitte da questo modo di essere. C'è chi diventa cretino per difendersi dall'età che avanza, come nel primo racconto. Chi lo diventa per pietà, come nel secondo racconto, in cui uomo si sposa con la sua ex perché crede sia malata terminale. Inutile dire che poi alla fine rimane fregato, proprio come un cretino. Chi fa cretinate perché soffre per amore e quindi l'unica soluzione che trova è quella di svuotare l'armadio, la casa, qualunque cosa che l'uomo che prima stava accanto abbia toccato, anche la propria pelle.
C'è chi è cretino per senso di rivalsa e di presunzione. Chi lo diventa cercando di fare colpo e chi più che cretino risulta essere maleducato ed egoista.

Tanti piccoli ritratti, di persone che in un modo o nell'altro possono rientrare in questa categoria, e che Monzó riesce a ritrarre in modo esemplare in questi racconti, usando un tono serio nei casi più drammatici e uno canzonatorio e irriverente in quelli più comici. Senza giudicare mai, perché il titolo è già più che sufficiente.  Eppure, in certi racconti non è poi così difficile riconoscersi, perché non si può mai sapere quale sarebbe la nostra reazione di fronte a certe cose. Per alcuni personaggi si prova quasi affetto, un'empatia forte, che durante la lettura lascia un po' di tristezza e di amaro in bocca. Perché alla fine in queste pagine non si trova altro che la realtà, a volte un po' enfatizzata, altre un po' caricaturata. Si trovano le reazioni degli esseri umani di fronte al mondo, un posto in cui vivere non è sempre così facile. 
E alla fine, non so, ti senti quasi un po' meno solo.

"Guardo dalla finestra, non perché non abbia altro da fare, perché di cose da fare ne ho sempre un mucchio - molte più di quanto vorrei- ma perché a dir la verità ora non ho voglia di farne nessuna. Quello che ho voglia di fare, ora, è guardare dalla finestra".
Nota alla traduzione: il libro è tradotto dal catalano e già solo per questo la traduttrice ha tutta la mia stima. Nel complesso direi davvero ben fatta!


Titolo: Mille cretini
Autore: Quim Monzó
Traduttore: Gina Maneri
Pagine: 158
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: Marcos y Marcos
ISBN: 978 8871686509
Prezzo di copertina: 14,50€
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formato brossura: Mille cretini

4 commenti:

  1. Ma è bellissimo il tuo blog!!! E questo poi voglio recuperarlo...passa a trovarmi se ti va, ora sono tra i tuoi lettori fissi e ti seguo con molto piacere. ;-)

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    1. Questo libro merita una lettura... racconti brevi, molto ben scritti e assolutamente reali!

      Passo molto volentieri :)

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