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mercoledì 29 maggio 2013

Due titoli, un solo libro: ma perché? #35

E' tutta la settimana che ho voglia di Spagna. Ascolto canzoni, guardo film, progetto vacanze future... e quindi inevitabilmente la scelta del libro di cui parlare questa settimana è ricaduta su un romanzo spagnolo. Che mi è anche stato suggerito da una fan, quando ho chiesto aiuto per questa rubrica... e quindi insomma, non potevo non parlarvene. Anche perché il cambio di titolo è notevole e ancora non sono sicura di riuscire a trovare una motivazione.

Sto parlando di EL TIEMPO ENTRE COSTURAS ovvero LA NOTTE HA CAMBIATO RUMORE di María Dueñas:


Uscito in lingua originale nel 2009, il romanzo è stato tradotto lo stesso anno in italiano per Mondadori da F. Niola. E' la storia di una donna, una giovane sarta madrileña, che scappa da Madrid poco prima del colpo di stato e dello scoppio della guerra civile, per inseguire l'amore di un impreditore di cui si è follemente innamorata. I due fuggono in Marocco, ma ben presto la donna scoprirà di essere stata ingannata. Dalla disperazione iniziale, la donna riesce a poco a poco a riscattarsi e risalire, grazie all'aiuto dei personaggi che incontra, alcuni realmente esistiti e che hanno svolto un ruolo fondamentale durante il periodo della guerra civile. 
Insomma, un misto tra romanzo storico e romanzo d'amore, che aveva tutti i presupposti per piacermi immensamente ma che però non mi aveva convinto del tutto, soprattutto per via della protagonista stessa. (trovate la recensione completa qui)

Per quanto riguarda il titolo, il cambio tra spagnolo e italiano è decisamente evidente e, ancora una volta, non del tutto comprensibile. La traduzione letterale dell'originale sarebbe "Il tempo tra le cuciture", chiaro riferimento al lavoro di sarta svolto dalla protagonista. Da lì, come si sia arrivati a "La notte ha cambiato rumore" onestamente non riesco a spiegarmelo. Non che il titolo italiano sia brutto, anzi, però perde completamente ogni qualsiasi riferimento alla protagonista e alla storia stessa.
Forse una traduzione letterale non avrebbe funzionato, ma a mio avviso sarebbe stato meglio mantenere in qualche modo un legame con il contenuto del libro.

Apprezzo invece il mantenimento della stessa copertina... non so perché, ma è una cosa che mi dà una strana sicurezza (anche se ammetto con somma ignoranza di non sapere se l'autore ha voce in capitolo in questa scelta)

4 commenti:

  1. Ciao, volevo chiederti se hai mai provato a fare il contrario, cioè vedere come i titoli di autori italiani (che riescono a essere pubblicati all’estero) sono tradotti. Lo so che non è utile, è solo una semplice curiosità tanto per capire cosa combinano le case editrici straniere. Per esempio ho trovato che “Fai bei sogni” di Gramellini è tradotto così:
    Deixa't portar pels somnis (catalano?)
    Fais de beaux rêves, mon enfant
    Me deseó felices sueños

    Un abbraccio.
    Elisa

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    1. Devo provare effettivamente! Qualcuno lo avevo già notato anche io ma non mi ci sono mai messa "seriamente". Potrebbe essere un'idea, anche per movimentare un po' la rubrica!
      Grazie cara! :)

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  2. Confermo che "Deixa't portar pels somnis" è catalano... :-)
    Concordo con te, Elisa, il titolo in italiano è molto suggestivo, ma non riflette né il lavoro della protagonista né ha attinenza con la trama del libro.
    Probabilmente rientra nella categoria dei "titoli a effetto" per attrarre i lettori, pratica ahimé molto diffusa anche se fuorviante.
    Ciao da Barcelona! ;-)

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    1. Sarei davvero curiosa di scoprire come hanno deciso il titolo italiano... anche perché mi piace molto come suona, non è nemmeno così banale, quindi c'è stato un certo lavoro dietro per arrivarci. Peccato sia così fuorviante :(

      (quest'estate forse riesco a tornarci anche io, a Barcellona *____*)

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