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giovedì 11 aprile 2013

Parlando un po' a caso di Roberto Saviano

L'altra notte ho sognato Roberto Saviano. Ogni tanto mi succede di fare sogni un po' strani, anche senza aver mangiato nulla di pesante la sera prima (un po' come quando ho sognato che grazie a una domanda posta qui sul blog finivo a Che tempo che fa). Ho sognato che stavamo insieme e che passavamo il tempo lui a raccontare e io, semplicemente, ad ascoltare le sue parole (e già questo, se mai avessi avuto dei dubbi, mi avrebbe confermato ancora di più che si trattava di un sogno... perché io non sto mai zitta). Pendevo dalle sue labbra, come mi capita veramente ogni volta che lo sento parlare in tv. 
Poi mi sono svegliata e mi sono resa conto che probabilmente il mio sogno era in qualche modo legato all'uscita del suo nuovo libro (romanzo, saggio, boh?), Zerozerozero, edito questa volta da Feltrinelli, che aspettavo con ansia già da un po' e di cui sapevo sarebbero ben presto arrivati i primi commenti, più o meno positivi, più o meno critici, più o meno onesti.
Un libro accompagnato da una fortissima operazione di marketing che già per principio mi irrita un po'. Ho trovato addirittura un articolo, su Affari Italiani, che diceva che Feltrinelli puntava tutto su questo libro per uscire dalla crisi. Bella responsabilità che viene messa ogni volta sulle spalle di quest'uomo.
Ieri sera, poi, prima di andare a dormire, ho letto una critica abbastanza negativa su minimaetmoralia. Un articolo magistralmente scritto da Christian Raimo, che però mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Non taccio assolutamente l'autore di invidia (come puoi invidiare una vita così? Sotto scorta da anni e anni? Con magari tanti soldi ma poca possibilità di spenderli?), anche perché ogni critica è ben argomentata e, condivisibile o meno, ineccepibile, ma comunque mi ha dato di che pensare.

E quindi eccomi qua, a scrivere questo post che in realtà avevo in testa già da un po', in modo un po' più generico forse, per cercare di capire quali siano i motivi per cui certi autori sono amati tantissimo da qualcuno e odiati senza ritegno da altri ("odiati" è ovviamente una parola forte, ma ci sta bene).

Roberto Saviano credo sia forse uno degli esempi più lampanti di questa strana dicotomia. Ha un sacco di estimatori, dal mondo della cultura, della politica, dell'informazione e del pubblico, ma anche un sacco di detrattori che provengono esattamente dagli stessi ambienti.
Io mi colloco nel primo gruppo. Ho letto Gomorra qualche anno fa, dopo aver aspettato che passasse la "moda" (faccio quasi sempre così, per non lasciarmi influenzare, nel bene o nel male dal fatto che lo stiano leggendo tutti) e mi sono trovata catapultata in un mondo che non conoscevo e che mi ha sconvolta. Ancor più se penso che quando Saviano lo ha scritto aveva solo ventisette anni. Dopo, mi sono procurata la raccolta "La bellezza e l'inferno" e da lì ho iniziato davvero ad amarlo. Amo il suo modo di scrivere e il suo modo di raccontare. E da lettrice e non da critica di professione, il fatto che non rientri in nessun genere questo suo stile non mi turba più di tanto. Leggo, rifletto, mi commuovo o mi arrabbio, un testo mi rimane dentro, un altro se ne va. Che sia un saggio, un romanzo, una poesia, un articolo, un'etichetta del detersivo, mi cambia poco.
Poi è arrivato "Vieni via con me", quel fantastico programma su RaiTre con Fabio Fazio che mi ha tenuta incollata davanti alla tv come non succedeva da parecchio tempo. Ho amato il modo di parlare e di esporre i fatti di Roberto Saviano, quella timidezza che non penso fosse assolutamente costruita, che poi spariva miracolosamente mentre iniziava a parlare. Uno stile di esporre un po' lento il suo, fatto di pause, di silenzi che a volte valgono più delle parole, di gesti. Accuse chiare, dirette. Pugni nello stomaco su argomenti che troppo spesso vengono taciuti o dimenticati. E poi beh, c'era il duetto finale con Fazio, quel "vado via... resto" che mi ha perseguitato per mesi.
Ho amato un po' meno il secondo programma "Quello che non ho", ma forse perché gli autori stessi si sono tenuti un po' di più, a seguito delle innumerevoli polemiche a strascico del primo programma, ma anche perché fin troppo consapevoli dell'impossibilità di replicare quello che erano riusciti a fare.

Nel mezzo, poi, sono andata a vedere lo spettacolo di Checco Zalone (altro personaggio che amo da impazzire), durante il quale ha fatto un'imitazione di Roberto Saviano fenomenale, da lacrime agli occhi dal ridere. Seguo poi Saviano su Facebook e su Twitter, mi sono mangiata le mani per averlo perso per un soffio al Salone del Libro di Torino l'anno scorso, mi sono emozionata quando il suo staff ha risposto a una mia mail in cui gli inviavo la mia recensione di SuperSantos e avrei voluto abbracciare Diego De Silva quando lo ha nominato durante la presentazione di "Mancarsi" a Torino.

E ora c'è questo Zerozerozero, che non vedo l'ora di leggere ma che ancora una volta aspetterò, vuoi per il prezzo troppo alto, vuoi perché ora lo leggeranno davvero tutti.

Rileggendo quello che ho scritto finora emerge forse chiaramente qual è il "problema", se così si può chiamare, di questo autore, ciò che lo ha reso antipatico a molti (molti che magari nemmeno hanno letto i suoi libri). E' diventato un personaggio, troppo sovraesposto a volte. E si è esposto, più o meno ingenuamente, più o meno consapevolmente, alla stessa macchina del fango da lui stessa portata alla luce e condannata. Perché se da un lato c'è chi parla male o prova antipatia per Saviano con cognizione di causa (a me il suo modo di scrivere e di parlare piace, ma posso capire che ad altri non piaccia, e ci mancherebbe altro), c'è chi invece critica senza mai aver aperto un suo libro, perché giudicare e insultare è sempre stato più facile che fermarsi a riflettere.
"Sfrutta la sua situazione". "Fa la vittima". "Era meglio se non avesse detto niente della Camorra, che figura ci fa fare nel mondo". "Dice cose che già si sapevano". "Usano i nostri soldi per pagargli la scorta" (io personalmente ma se sulla mia busta paga ci fosse scritto "detrazione per pagamento scorta a Roberto Saviano" anzichè "addizionale Irpef" sarei più contenta). "Se non ci fosse Repubblica a sostenerlo non sarebbe nessuno". "Pubblica con Mondadori e poi li critica" (e questa ha fatto vacillare anche me, lo ammetto)... e potrei andare avanti e avanti e avanti.

Io capisco che ci siano delle persone che a pelle possono stare antipatiche, persone che conosciamo e persone che non conosciamo. Io stessa ad esempio mi avvicino a certi autori con estrema cautela e con estremo sforzo perché non li amo molto come persone (precludendomi magari grandi libri e grandi opere). Però con Saviano ho l'impressione, del tutto personale, che si sia fatto un passo oltre al semplice "non lo leggo perché mi sta antipatico" (motivazione, ripeto, più che legittima) o "trovo il suo stile noioso" (altrettanto legittima).Un passo oltre che va a offendere la sua persona, il suo percorso e il suo cammino.
Che lo abbia fatto nel modo giusto o nel modo sbagliato, secondo me è impossibile negare che con il suo Gomorra abbia smosso qualcosa. E, pur non potendo entrare troppo nel merito essendo totalmente ignorante in materia, non si può dire che quello che ha scritto non sia vero. Una critica, questa, non gli ha mai effettivamente mosso nessuno.E forse è anche per questo che fa così paura , perché quello che dice è vero,  e si preferisce criticare, giudicare, condannare, fare finta di niente per non dover fare troppo i conti con se stessi.

O forse sono semplicemente una  di quelle fan un po' invasate, che si arrabbiano quando viene criticata una persona che stimano e amano e che si sente in dovere di difenderla, senza che ne abbia assolutamente alcun bisogno.

22 commenti:

  1. Sai io sono un giovane di Scampia e il suo SOLO modo di raccontare il mio quartiere, ci ha fatti conoscere a un intero paese come camorristi, spacciatori e drogati. Quando invece l'80% delle persone che vivono qui sono gente perbene e onesta. Saviano ha la scorta ma io mi domando perché??? Secondo te se non avessero voluto ammazzarlo non lo avrebbero fatto comunque??? Come il fatto di realizzare film e fiction narrando sempre e SOLO il 20% del quartiere, che poi è un 20% che se andiamo a vedere, con modalità differenti esiste in tutte le periferie. Io non discuto ciò che ha pubblicato, discuto il fatto che, una volta divenuto famoso, ha continuato a perseguire un'unica linea, senza raccontare anche l'altra faccia della medaglia, quella funziona, quella dei giovani, della brava gente, dei cortei ecc.
    Come modo di scrivere non lo metto in discussione ma come Scrittore e documentatore di fatti sì.
    Ha etichettato il nostro quartiere e oggi è stesso la malavita a mangiarci sull'apripista di Saviano. quindi ti domando perché Saviano è un personaggio intoccabile? Perché ha la scorta? Non è una critica a te ma una provocazione a chi ormai beatifica e prende per oro colato tutto ciò che è il personaggio Saviano.

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    1. Questa è effettivamente una cosa a cui non avevo pensato... ed effettivamente sì, l'immagine che viene fuori di Scampia è quella che si tratti di un paese TUTTO così. Cosa che immaginavo già, ma che tu mi confermi, non è e non può essere. E concordo sul fatto che avrebbe dovuto mostrarne tutti gli aspetti: quelli negativi ma anche quelli positivi. Però è anche ovvio che faccia più scalpore un ragazzo che spaccia a quindici anni che non uno che vada tranquillamente al bar con gli amici... purtroppo è così ovunque, non solo a Scampia.

      La critica tua, che ci vivi ogni giorno, per me ha molto più valore di tutte le altre che vengono mosse... ed è un po' anche quello che cercavo di evidenziare nel posto. E' ovvio che si debba criticare una cosa se non siano d'accordo o non ci convince. Ma va fatto, come hai fatto tu, con cognizione di causa e non tanto per, come invece parecchi fanno.

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    2. Mhmmm... questo è un commento tosto da fare.
      Io sono campana (non di Scampia, sono in provincia) ma come Anonimo provo un forte senso di ribellione verso quest'immagine che Napoli si è appiccicata addosso.
      Il problema è che... è vera.
      Io non ho letto i libri di Saviano, non sono propriamente il mio genere, però il mio ragazzo ha letto Gomorra e mi ha fatto una recensione molto accurata. Quello che scrive è duro, triste, mortificante, ma è vero.
      La questione da sollevare, a mio avviso, non è tanto quello che scrive Saviano perchè nei suoi libri c'è verità e la verità non è discutibile. Quello che forse bisognerebbe fare è, come ha detto Anonimo, ricordarsi (e ricordare) che è una verità parziale e marginale che Napoli è anche altro. Molto altro. Noi che ci viviamo abbiamo la fortuna di vederlo, questo "altro" ma chi conosce il territorio campano solo attraverso i libri non può far a meno di trarre un giudizio distorto ed incompleto.
      Questo è ancora più triste.

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    3. Questo purtroppo è vero. C'è chi si ferma a quello che legge o a quello che ha sentito dire. Io ho visitato Napoli e la Campania parecchi anni fa e ne ho un ricordo bellissimo. E forse mi basta già questo per filtrare un po' i giudizi totalmente negativi che le vengono attribuiti.

      Purtroppo è anche vero che le cose belle fanno meno "notizia" di quelle terribili, perché vengono date per scontate

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    4. In effetti, quel che dice anonimo è vero: tutti ricordano Scampia per Gomorra, nessuno sa che ad esempio è il quartiere più virtuoso nella raccolta differenziata. Un esempio stupido, lo so, ma tanto per dire com'è l'immagine che si coglie da qui (ossia lontano da quelle zone).
      E anche l'immagine di Napoli in mano alla criminalità organizzata...ecco, non sono così certa che Roma sia una città più sicura. Ultimamente ho l'impressione che Napoli abbia il nome, Roma la realtà dei fatti (e questo lo dico da più vicino)

      Ma sto uscendo dal seminato. Non partecipo alla discussione su Saviano perchè la mia opinione è parecchio ambivalente.
      Da amicizie personali ho già avuto a che fare con le critiche mosse da Anna Comnena, con i relativi ragionamenti, e ...beh, diciamo che propendo da quella parte. Merito che do a Saviano è l'aver fatto conoscere cose già note in modo magari più articolato, organico, a chi per distanza geografica e di vita note al 100% non erano

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  2. Infatti, io sono per la critica costruttiva e non aprioristica, giusto per il gusto di maltrattare qualcuno, per poi viverne della sua luce riflessa. So che fa più scalpore un quindicenne spacciatore, che un bravo ragazzo che conduce una vita normale e allora mi domando: perché non ci documentiamo anche sulla periferia milanese, romana o ancora i bronx americani? Perché quando dico da dove vengo devo vedere quegli occhi sgranati di chi pensa:<< Non è possibile che questo viene da Scampia >>. E' spiacevole soprattutto quando non ti sentono neanche parlare e sei un "pregiudicato". Solo che questo nessuno lo dice. Passiamo solo noi per i pazzi, per gli ignoranti, per i camorristi ed è triste, quanto ingiusto.

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    1. (Parlo da perfetta ignorante in materia, quindi se dico delle cavolate perdonatemi)

      Purtroppo il problema delle "etichette" in Italia è davvero molto marcato, anche per cose molto meno tristi e molto meno gravi. Per cui credo che l'etichetta "Scampia = camorrista" non sia stata originata dal romanzo di Saviano ma che esistesse già prima (magari geolocalizzata in modo meno preciso).

      Credo che l'errore fatto da Saviano sia stato quello di dar risalto solo alla criminalità, di dare quasi per scontata la gente onesta, senza preoccuparsi delle conseguenze che questo avrebbe avuto, proprio per lor. E hai ragione è triste e ingiusto.

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  3. io vivo a Napoli e disprezzo Saviano come essere umano e come presunto intellettuale per motivi molto semplici : in quello che ha scritto di suo non c'è niente. Lui è semplicemente un furbo che si è limitato a copiare articoli di altri giornalisti, senza mai indagare di persona. Questo spiega l'indifferenza di noi napoletani alle sue "rivelazioni" : erano tutte cose che noi leggevano sul Mattino o sul Corriere. Anche i suoi presunti pericoli di vita sono un fake, e questo è un altro equivoco che inganna molti. Dopo aver rubato i risultati delle indagini e delle ricerche degli altri e averli usati in Gomorra, per fare pubblicità al suo romanzetto Saviano ha detto che quelle informazioni gli erano state rivelate in segreto da camorristi pentiti, cosa che ha scatenato una guerra interna senza quartiere alla ricerca, appunto, di questi infami immaginari. Il contenuto di Gomorra, invece, ha lasciato i Casalesi del tutto indifferenti, in quanto informazioni già note attraverso i giornali. Quando poi è emerso che questi pentiti non esistevano e che si erano scannati fra di loro per mesi senza motivo, solo allora è stata emessa la condanna contro Saviano : non per le sue rivelazioni copiate, ma per la guerra scatenata dalla sua bugia... senza contare che poi questa condanna è stata sospesa, se no ora Saviano sarebbe già morto, come Siani, che era un vero eroe e un vero giornalista. E, non contento, Saviano continua : non so se nei commenti al tuo blog autorizzi i link ad altri siti e quindi li evito, ma ti basta cercare su google "Saviano" e "plagio" per scoprire che la maggior parte delle cose che ha detto o scritto sono state denunciate per plagio. Per non parlare, poi, delle sue dichiarazioni criminali su Israele - che Saviano definisce "una democrazia sotto assedio", ignorando i suoi crimini contro la Palestina - e della polemica vergognosa con Marta Herling, nipote di Benedetto Croce. Al di là di queste considerazioni ovvie, resta l'antipatia istintiva verso una persona presuntuosa e arrogante, verso un megalomane convinto di essere l'unico possessore della verità, di un mistificatore che altera i fatti e nega l'evidenza per provare le sue tesi inventate, la diffidenza verso un figlio di papà che la strada, da ragazzino, l'ha vista dalla finestra, per un laureato fuori corso in filosofia che, negli ambienti accademici nei quali cerca disperatamente di entrare, è trattato dall'alto in basso per la sua cultura approssimativa e superficiale. Inoltre il suo crogiolarsi nei nostri problemi - problemi che sono drammatici, non lo nego - il suo compiacersi nel descriverne i dettagli più raccapriccianti come se stesse parlando di un videogioco, e non di persone disperate, è un'offesa a tutti noi che nelle realtà che lui descrive per sentito dire ci viviamo giorno per giorno, a tutti noi che lottiamo - io sono professoressa in un liceo fra Caserta e Scampia - per dare a quei ragazzini amore, comprensione, fiducia, dei valori e un minimo di speranza. Capissco che chi lo vede solo in tv e chi legge i suoi libri ne possa essere affascinato, ma purtroppo la sua immagine pubblica è il 10% di quella reale.

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    1. Se devo essere sincera, nella lettura di Gomorra io non ho colto quel "suo crogiolarsi nei nostri problemi - problemi che sono drammatici, non lo nego - il suo compiacersi nel descriverne i dettagli più raccapriccianti come se stesse parlando di un videogioco" ... certo, certe immagini e certe descrizioni sono sicuramente crude, ma credo siano anche vere. E se il modo per farle arrivare è quello di descriverle direttamente e senza sconti, io personalmente non ci vedo nulla di male. Non ho mai percepito mancanza di rispetto o voglia di far notizia tramite immagini scabrose.

      Per il resto, onestamente, devo ammettere una mia profonda ignoranza. Ho seguito l'accusa di plagio nei confronti di Gomorra e la relativa smentita da parte del Tribunale di Napoli.
      Così come credevo che lui non parlasse per sentito dire ma che fosse sceso "sul campo"... o almeno questo è quello che traspare dai suoi libri e dal modo in cui racconta le cose... può darsi mi sia fatta fregare eh, considerando che con le parole comunque è molto bravo.

      Con questo non voglio assolutamente difendere Saviano e qualunque cosa dica o faccia. E capisco benissimo i punti evidenziati da "Anonimo" e da Mario... ovvero che Napoli e Scampia non sono solo quello, come invece dalle sue parole può sembrare. Dico solo che, a livello puramente letterario, a volte ho trovato nei suoi confronti un accanimento senza cognizione di causa... da parte di persone che non vivono lì, come voi, e che magari nemmeno hanno letto i suoi libri.

      (Comunque la frase "senza contare che poi questa condanna è stata sospesa, se no ora Saviano sarebbe già morto" mi mette davvero i brividi, per la sua veridicità)

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    2. Io sono del Nord.
      Condivido sul fatto che Saviano dice le cose quando già si sanno. Esempio quando anni fa era stato scritto un articolo di Saviano che diceva 'la mafia è al nord', ho pensato 'Ma che rivelazione, è da anni che sappiamo ciò'. Al Nord c'è una situazione a macchia di leopardo, con paesi puliti e a pochi chilometri paesi che sono letteralmente un 'brulicare' di mafiosi (non lo dico io, ho fatto ricerche).
      Ma ci sono anche rivelazioni che si sono rivelate errate, specie quelle relative a ciò che sta al di fuori dell'italia, es personaggi famosi accusati di esser parte della mafia quando non era vero, oppure accuse degne dei siti complottisti, o cose che per sapere vere o meno devi essere un investigatore o una spia, cose che Saviano non è.

      Mi lascia perplessa anche, appunto il fatto che vogliono ammazzarlo per cose che appunto sanno tutti. Allora con tutta la gente che esprime pareri duri sulla mafia e non gli succede nulla? Falcone e Borsellino erano due che lavoravano attivamente contro la mafia, così come Impastato. Ma non avevano la scorta o il sostegno del pubblico che ha Saviano (poi è anche vero che sono vissuti in epoche differenti quando 'nonn cc'era la mmafia' -Citazione dei '100 passi'-, magari oggi qualcuno dei 3 si sarebbe salvato).

      Condivido gli aggettivi sulla megalomania e la presunzione. Credo si è montato la testa a causa della fama. Ma poi vive all'estero o in Italia? Perchè una volta ho letto che vive all'estero, ma poi lo vedi sempre in Italia per qualcosa, quindi mi vien da pensare che è una balla.

      D'accordo con Saviano solo su Israele(essendo io sionista), ma questa è un'altra storia.

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  4. Io non mi definirei un fan, ma ho letto Gomorra e mi è piaciuto. Non ho visto i programmi se non spezzoni perché non guardo la TV - non sto cercando di fare l'intellettuale, proprio non la guardo!
    Credo che alcune critiche siano ragionevoli.
    "Sono cose che si sanno." Vero. Non c'è molto di nuovo, ci sono processi, inchieste e articoli a cui Saviano ha attinto per scrivere il suo libro. E' una critica cretina, perché sinceramente non vedo in che modo possa essere un fattore negativo. E comunque, trovo preferibile accendere un altro riflettore, soprattutto vivendo in una regione governata da chi ha sempre negato la presenza della mafia al nord.
    "Sfrutta la sua posizione." Certo. Fa bene.
    "Dipinge un'immagine distorta di Napoli, Casal di Principe, etc." Può darsi. Ma se il libro non si chiama "24 ore a Scampia", una ragione c'è. Poi, ripeto, nella civilissima Monza hanno sciolto una donna nell'acido.
    Insomma promosso ma mi riservo di non seguirlo come personaggio pubblico. Ecco.

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    1. Mi sembra un giusto mezzo tra le varie posizioni.

      Comunque secondo me bisogna riconoscere a Saviano il merito di aver portato a conoscenza di tutti delle situazioni e dei vicende gravi dai più (me compresa) ignorate. E fatico davvero a comprendere l'accanimento nei suoi confronti da parte di persone che né sono di Napoli né hanno letto i suoi libri.

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  5. Io sono di Napoli (provincia) e mi sono rivista in tutto quello che hai scritto in questo post, con l'unica eccezione che io Gomorra l'ho letto appena uscito, perché avevo un disperato bisogno di sapere.
    Anche la mia città ha passato dei periodi bui in cui era la camorra a farla da padrona, ed è difficile togliersi quell'etichetta da dosso quando per anni ogni giorno ai tg nazionali si viene menzionati per episodi fin troppo spiacevoli.
    La mia città era anche altro, è prima di tutto BELLA. Ma la bellezza non fa notizia.
    Io ringrazio Saviano per quel che ha scritto e per quel che continua a dire, lo ringrazio per avere parlato, per aver messo nero su bianco la verità, per aver rischiato, per essere andato incontro alla macchina del fango, che non risparmia nessuno, figuriamoci un personaggio scomodo come lui.
    Forse, se fosse stato davvero ucciso, se quella condanna fosse stata eseguita allora sì che avrebbe meritato l'appoggio di tutti.
    Siani era un eroe, d'accordissimo, ma sicuramente è stata la morte che gli ha conferito il diritto di portare tale titolo.
    Saviano è vivo, e per ora è un eroe scomodo.
    Scusa l'invasione e il piccolo sfogo, cavolo, ma quando si va attacca Saviano non ce la faccio a resistere!

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    1. *dall'ultima frase bisogna togliere il va :)

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    2. Non hai assolutamente nulla di cui scusarti, anzi!

      Io credo che tutte le accuse di plagio, tutte le critiche feroci facciano parte del "gioco" (è una brutta parola in questo ambito, ma spero si capisca cosa intendo). Se non avesse scritto un libro scomodo, l'interesse mediatico, positivo ma anche negativo, nei suoi confronti non ci sarebbe sicuramente stato.

      E purtroppo credo anche io che la discriminante sia il fatto che sia ancora vivo :/

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  6. Io forse potrei essere un buon esempio: adoro Saviano come scrittore, non solo per i contenuti ma anche per lo stile nervoso, graffiante, energico, poi a volte quando lo vedo in TV nelle interviste mi sta sulle p***e e non so perche, non per quello che dice ma per COME lo dice, nel senso che mi da l'idea di tirarsela un po'. Plagio o non plagio, di cui non so nulla, ha il merito di aver messo insieme quesi materiali, averli fatti conoscere (anche se mi dispiace per la brutta immagine della Campania ma anche dell'Italia intera, lo capisco bene, ma del resto noi Italiani non possiamo incolpare altri che noi stessi), di averne dato un rapporto tragico e appassionante insieme.
    E non credo neppure che una scorta venga assegnata inutilmemte o a caso a qualcuno, ma su questo mi trattengo per ignoranza mia, non so quali siano i requisiti per concederla / revocarla.

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  7. Dimenticavo: sto leggendo Zerozerozero e per quanto mi riguarda e' fenomenale.

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    1. Ma ci può stare, assolutamente! Non ci possono certo stare tutti simpatici o antipatici...

      Come dici tu comunque anche secondo me ha avuto il merito di mettere insieme quel materiale e diffonderlo a tutti, in tutta Italia e in tutto il mondo. Certo, l'immagine che ne viene fuori (non solo della Campania ma dell'Italia in generale) è brutta... ma forse fa arrabbiare proprio perché sotto sotto sappiamo che, almeno in parte, è vera.Ma sono anche convinta che chi legge il libro o senta comunque i racconti di Saviano o di altri sappia che non sono tutti così, che è ovvio che ci sono tante, tantissime persone oneste (la maggior parte). Solo che appunto, non fanno notizia.

      PS: Io ho letto solo "La profezia dell'armadillo" di Zerocalcare e anche secondo me è fenomenale! Ora mi devo far prestare anche "Un polpo alla gola"

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  8. Ciao, io ho visto Saviano ieri sera alla Feltrinelli di Firenze. Mi ha fatto molto tenerezza e dal vivo è uscito l'autore più che l'icona. Io apprezzo il suo modo di scrive, la sua durezza e credo che sia un bene che tali libri vengano pubblicati. Stimolano noi lettori ad approfondire tematiche che l'opinione pubblica ignora nella sua interezza, ci aiutano a conoscere altri autori e giornalisti che vivono nascosti come lui e senza il suo clamore.
    E poi, dal vivo, mi è sembrata una persona stupenda.

    Erika

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    1. Che invidia *_____* Io sto aspettando il giorno in cui viene Torino! (spero al Salone del libro).

      Anche io sono convinta che dal vivo sia una persona completamente diversa di come può apparire in tv o sui giornali... e sono contenta che tu me l'abbia confermato :)

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    2. Sì, è carinissimo nonostante sia limitato dalla scorta. Lui ama il contatto con il suo pubblico, lo fa sentire vivo e meno solo.
      Per dire, gli dico il mio nome per farmi autografare il libro, poi lo ringrazio e gli stringo la mano e lui:"Ciao Erika, grazie a te". Ho capito di amarlo in quel preciso istante ahahah

      By the way, ho scoperto questo meraviglioso spazio web solo qualche giorno fa e credo che non lo abbandonerò più! Adoro leggere e frequento anche un circolo letterario, inoltre, amiamo gli stessi generi letterari. Continua così!

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  9. Io la penso come te e spero che tu sia riuscita a vederlo oggi al Salone del Libro!

    Volevo solo aggiungere una cosa: secondo me molti parlano senza aver letto Gomorra ma avendo solo guardato il film...E questo è un peccato! Perché il libro di Saviano è molto di più del film. Io nel libro ci ho visto anche del positivo ma soprattutto l'amore per il suo paese...

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