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mercoledì 17 aprile 2013

Due titoli, un solo libro: ma perché? #30

Ieri stavo spulciando tra i libri che ho sul comodino in cerca di qualche suggerimento per il confronto di titoli di oggi. Sebbene fossero diversi i libri con titoli più o meno stravolti che avevo a disposizione, ho scelto quello con il cambio più radicale, quello che quando l'ho scoperto mi ha fatto esclamare un bel "porca miseria".

Sto parlando di un romanzo di Penelope Lively, scrittrice brittanica di narrativa per adulti e bambini, e del suo ACCORDING TO MARK ovvero AMORI IMPREVISTI DI UN RISPETTABILE BIOGRAFO (eddai su, non ditemi che un porca miseria non è scappato anche a voi!):



Uscito in lingua originale nel 1984, il romanzo è arrivato in Italia nel 2011 per la casa editrice Guanda con la traduzione di Corrado Piazzetta.
Protagonista, come il titolo originale lascia intendere, è Mark, di mestiere, come il titolo "tradotto" ci suggerisce, biografo. L'uomo viene incaricato di scrivere la biografia dello scrittore e saggista Gilbert Strong, di cui conosce la nipote, con la quale inizia una relazione più o meno clandestina, essendo lui sposato.

La differenza tra titolo originale e titolo della versione italiana è palese. La traduzione letterale sarebbe stata "Secondo Mark" ed è sicuramente meno accattivante rispetto alla scelta italiana. Devo ammettere che io stessa mi sono interessata al libro proprio perché attratta dal titolo, cosa che non so se sarebbe successa se fosse rimasto l'originale. Però, siamo punto e capo. Perché cambiare un titolo, tanto semplice da tradurre e  inerente alla storia e al lavoro del protagonista (che appunto racconta la vita degli altri, secondo lui) e , soprattutto, voluto dall'autrice? E poi, vista anche la quarta di copertina, inserire la parola "amore" nel titolo non è un po' azzardato?
Non riesco a decidere se la scelta mi convinca o meno.

Voi che dite? Scelta azzardata e sbagliata o scelta efficace?

7 commenti:

  1. ... è uno dei titoli peggio tradotti che io abbia mai visto xD
    Non so, io credo che da un titolo così mi terrei alla larga. Cioè, 'amori imprevisti' mi fa pensare a quei romanzacci rosa da brividabadibidi.

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    1. A me in realtà il romanzaccio rosa non è venuto in mente... però, anche leggendo la quarta di copertina, effettivamente la presenza della parola "amore" in copertina gli dà una connotazione un po' troppo smielata

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  2. Hmm. Che potesse essere un romanzetto d'amore non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello e, se non conoscessi il titolo originale, troverei quello tradotto accattivante.
    Detto ciò, anche un semplice (e alla lettera) "Secondo Mark" credo che avrebbe incuriosito.

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    1. Forse lo avrei notato anche io, pensando leggendo qualcosa tipo "ma chi è sto Mark?". Diciamo che quello italiano, come dici tu, se non si conosce l'originale

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  3. La resa italiana dei titoli è un'attività che risponde alle leggi del marketing più che a quelle della traduzione, tant'è che non rimango più perplesso per i titoli con cui certe mie traduzioni (compresa questa) hanno finito per essere pubblicate. Nel caso specifico, l'originale aveva un implicito richiamo evangelico (The Gospel According to Mark), che rimandava all'idea di parzialità nella narrazione, e alla distorsione della realtà narrata che può derivare da un punto di vista parziale, ma per conservare il rimando anche in italiano occorreva tradurre pure il nome. E - ipotesi mia, ma suffragata dalla traduzione di un altro titolo della Lively -, tirare in ballo l'amore può essere stato una scelta dovuta al fatto che i romanzi della Lively sono letti prevalentemente da donne.

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    1. Innanzitutto grazie per essere passato e aver commentato! Non succede spesso che i traduttori commentino qui!
      So che quella del titolo è una scelta di marketing, che non dipende dal traduttore, e determinata da mode, dal pubblico di destinazione e da tanti altri, a volte incomprensibili, motivi.
      Capisco perfettamente il problema in questo caso nel renderlo letteralmente, soprattutto se si voleva mantenere il riferimento biblico, così come credo plausibile la tua ipotesi sull'inserimento della parola amore. Però, non so, anche leggendo il libro, ho trovato il titolo italiano un tantino fuorviante.

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    2. Prego. Hai ragione sul fatto che sia fuorviante, perché sposta l'attenzione su uno degli elementi del romanzo (a mio avviso, il meno interessante) facendone una sorta di fulcro della narrazione. Chissà se qualche lettore (o magari lettrice) sarà rimasto deluso/a scoprendo che non si trattava di un romanzo rosa sulle avventure sentimentali di un tizio che incidentalmente faceva il biografo :)

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