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domenica 26 giugno 2011

LA SPIAGGIA RUBATA- Joanne Harris

Siamo in un salotto delle coste della Bretagna, Le Devin. Sull'isola ci sono due villaggi: Les Salants, che la giovane Mado, ritornando sull'isola dopo dieci anni passati a Parigi, trova ancora più povero di quando l'aveva lasciato; e Les Houssinières, che grazie allo spirito imprenditoriale di Claude Brismand è diventato una località turistica di grande richiamo. Mado capisce che la miseria di Les Salants è dovuta all'avanzamento del mare, mentre l'altro villaggio prospera grazie alle barriere spartiacque costruite dall'avido Brismand. Quando cerca di spiegarlo ai suoi amici, Mado incontra solo scetticismo e rassegnazione. Ma non demorde: per ridare prosperità al villaggio dovrà addirittura inscenare un miracolo.


Ok, lo so, certi autori sono in grado di scrivere solo un capolavoro e la Harris con Chocolat e La Scuola dei Desideri aveva già strafato scrivendo ben due romanzi che vanno assolutamente letti. E tutto sommato anche "Vino Patate e Mele ROsse" e "Cinque Quarti d'Arancia", sebbene non così all'altezza degli altri due, sono romanzi piacevoli da leggere. Quindi in realtà non dovrei nemmeno lamentarmi più di tanto se questo libro è stato una delusione pazzesca. Però, che cavolo! Poteva anche impegnarsi un pochino di più!
Le prime 300 pagine sono di una noia mortale, con gli abitanti di Les Salants che litigano tra di loro, si piangono addosso, vivono nel passato e credono nei miracoli di una santa che riuscirà con una sua apparizione a convincerli che forse forse il proprio destino si può cambiare. E c'è la protagonista, Mado, che va avanti e indietro per l'isola, cercando di svegliarla dal suo torpore e allo stesso tempo cercando di risolvere i problemi con suo padre, sua sorella e tutto il parentato, oltre che innamorarsi del misterioso Rosso, Fynn, arrivato per caso a risolvere i problemi del paese.
Nelle ultime 130 pagine l'azione di movimenta un po', un po' troppo, con talmente tanti colpi di scena (alcuni un po' prevedibili, altri un po' forzati) che si arriva alla fine pensando "si però ora basta". Figli scomparsi e ricomparsi, innamoramenti e tradimenti, suicidi d'amore e sensi di colpa. Misteri passati vengono riportati in luce e risolti, il lieto fine tra i due innamorati sembra compromesso ma poi grazie al cielo il tutto si risolve. E per finire arriva il petrolio che minaccia di distruggere tutta l'isola (ma come?? dopo tutta sta fatica???)
Insomma, la Harris avrebbe potuto scrivere un bel romanzo, non troppo impegnativo, certo, ma molto più godibile. Ma stavolta non gli è riuscito.

Nota alla traduzione: nulla da dire direi!

1 commento:

  1. Lo sto leggendo proprio ora. Trovo che lo spessore dei personaggi sia stato tirato via, a tratti trascurato e superficiale. Gli avvenimenti poi sono prevedibili, scontati anche nei colpi di scena quasi e spesso non c'è legame tra un evento e l'altro.
    Mi mancano meno di cento pagine e mi sono ritrovata a pensarla come te: teoricamente sarebbe potuta essere una bella storia, ma non le è proprio riuscita.

    Bellissimo blog! :)

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