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giovedì 13 gennaio 2011

STURMTRUPPEN- Bonvi

Come avevo già fatto in precedenza con Andy Capp, ho deciso di dedicare un post di questo mio blog letterario a un altro fumetto che adoro e che ultimamente sto leggendo spesso: le Sturmtruppen di Bonvi.
Ho scoperto per la prima volta questo fumetto una decina di anni fa, quando ho ricevuto una raccolta come regalo di compleanno. E da allora l'ho adorato.
Le Sturmtruppen altro non sono che una parodia della guerra e della vita da campo di un gruppo di soldati dell'esercito tedesco, che rivoltano in chiave grottesca tutte le situazioni più comuni in cui i soldati si possono trovare quando sono in prima linea: le latrine condivise, i campi minati da attraversare, la nostalgia di casa, i bombardamenti e le fucilazioni, i feriti e i morti in battaglia. Il tutto raccontato in maniera buffa e comica, per rendere ancora più evidente l'assurdità della guerra in generale. Un inno all'antimilitarismo che si basa sull'ironia, a volte anche un pochino macabra e pesante.
E' quasi impossibile non sorridere davanti a questi soldati che hanno allucinazioni dopo mesi e mesi di guardia, che ubbidiscono a qualunque ordine ("Siate felici! E' un ordine!"- "Basta singhiozzo! E' un ordine"- "Vietato impazzire"), che paracadutandosi finiscono nella pentola del rancio o nelle latrinen, che nascondono per scherzo i cartelli del campo minaten e che si parlano da morti rievocando i bei tempi che furono (per non parlare delle passioni sessuali e delle fucilazioni mancate). E a rendere ancora più divertente e caratterizzante il fumetto è la parlata "TETESCHEN" di questi soldati e il riferimento a personaggi famosi della seconda guerra mondiale.

Forse non è un fumetto per tutti, i più facilmente impressionabili potrebbero aver da ridire sulle vignette in cui i soldati muoiono uccisi dai cecchini o esplodono sui campi minati o ricevono medaglie al valore quando di loro non è rimasto che torso e testa. Ma la bravura di Bonvi, che fa si che non ci sia il ben che minimo dubbio sul valore antimilitare del suo fumetto (a differenza, ad esempio, di quanto succede con Beetle Bailey di Mort Walker, che è un po' più ambiguo) è proprio il far passare queste cose come normali e non come tragedie.
Perché tragedie sono, ma molto spesso, a causa della brama di potere e di conquista che solo le armi riescono a dare, certi potenti se ne dimenticano.

le vignette si vedono maluccio... ma se ci cliccate sopra si ingrandiscono!

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