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domenica 9 gennaio 2011

SOLAR- Ian McEwan

Pochi altri autori riescono come McEwan a far appassionare il lettore ai destini di personaggi quantomeno discutibili, "eroi" che attraggono in misura proporzionale al disgusto che suscitano. È il caso di Michael Beard: basso, grasso, inverosimile seduttore, fedifrago patentato e marito seriale al quinto matrimonio, a poco più di cinquant'anni è ormai uno svogliato e dispotico burocrate della scienza da quando la genialità, che pure in gioventù gli valse il Nobel per la Fisica, lo ha abbandonato. Da successore di Einstein ad almanacco vivente dei sette peccati capitali (con una certa predilezione per gola e lussuria): la parabola esistenziale di Beard sembra condurlo inesorabilmente verso la malinconica contemplazione della propria decadenza. Almeno fino al giorno in cui gli viene affidato il Centro nazionale per le energie rinnovabili: tra i suoi sottoposti non tarda a mettersi in luce un giovane, Tom Aldous, tanto brillante quanto ingenuo (almeno agli occhi del cinico Beard) nella sua aspirazione a "salvare il mondo". Eppure il progetto di Tom non è cosi campato per aria se, come dice, la sua scoperta è in grado di risolvere una volta per tutte i problemi energetici del pianeta. L'incontro tra il giovane ricercatore e il maturo scienziato avrà sviluppi inaspettati: un intreccio che, lungi dall'essere fine a se stesso, è l'occasione per un confronto spietato con una morale collettiva indifferente, al di là degli slogan, ai rischi del riscaldamento globale.

Prima di questo, ho letti quattro romanzi di McEwan. Due, Espiazione e Sabato, li ho divorati e adorati, al punto da averli più volte consigliati. Gli altri due, L'Amore Fatale e Cortesie per gli Ospiti, mi avevano momentaneamente portato a decidere di non leggere più nulla di questo autore, talmente mi avevano sconvolto e impressionato. Poi è uscito Solar e la descrizione riportata sulla quarta di copertina mi ha incuriosito molto e spinto a dare un'altra possibilità a McEwan.
E questo romanzo si va a collocare esattamente in mezzo. Si può leggere come si può non leggere. Se lo leggete, non è comunque tempo sprecato. In caso contrario, non vi siete persi niente.
Questo giudizio è in parte dovuto a carenze e interessi miei: di fisica mi intendo poco o nulla e mi sono quindi un po' annoiata a leggere le (numerose) pagine di teorie e prototipi di strumenti per salvare il mondo dal surriscaldamento globale.
Anche la trama, a mio avviso, manca di qualcosa. Il romanzo si sviluppa in tre periodi di tempo, distanti quattro o cinque anni l'uno dall'altro: da una parte all'altra si vede sia l'evoluzione delle teorie e dei progetti per "salvare il mondo", sia della vita personale del protagonista (che è tutto fuorchè simpatico), un genio insignito qualche anno prima del premio Nobel che si divincola tra i suoi problemi di salute, le sue tante amanti (con tutti gli scandali e gli strascichi nel tempo che ne conseguono) e la sua voglia di potere e successo più forte di tutto.
Il problema è che è tutto abbastanza scontanto e prevedibile. E' prevedibile il ritorno di certi personaggi della prima parte nella terza, è prevedibile il fallimento del protagonista ed è prevedibile anche quel che non viene detto nel finale, volutamente lasciato in sospeso dall'autore in un tentativo di attirare l'attenzione del lettore (non so voi, ma io odio i finali in sospeso quando non c'è nessun motivo che lo siano).
Però qualcosa che si salva c'è: qualche aneddoto tragicomico (come quello della motoslitta), qualche critica più o meno implicita allo stile di governo passato e presente e allo scarso interesse per l'ambiente quando i soldi in gioco sono tanti.

E poi mi sono riconosciuta in una cosa del protagonista (e una cavolata, ma mi ha fatto proprio sorridere quando l'ho letta): l'essere vestito con quindici strati per andare sulla motoslitta e sentire proprio in quel momento la necessità di fare pipì...

Insomma, vedete un po' voi se leggerlo o meno... non consiglio nè sconsiglio...

Nota alla traduzione: nulla da segnalare direi!

3 commenti:

  1. Mi piacciono le tue recensioni. Ma sei Anoobiana?

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  2. Grazie mille!
    Sì, sì, sono Anobiana :D (mi trovi come Elisa... e la stessa foto che c'è qui)

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  3. Eravamo già vicini! Quindi ho modificato la vicinanza in amicizia :)

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